Un paio di spunti su Clear — avendola usata qualche ora, quindi pochetto
Anche se è uscita da pochissimo dovreste aver sentito parlare abbondantemente di Clear, una nuova applicazione per iPhone da usare per gestire le cose da fare. L’ho usata poco, per adesso, ma ci sono un paio di appunti che volevo buttare giù . Tenete conto che questa non è una recensione, ci ho messo un mese per scrivere quella del Kindle non perché sono lento a scrivere ma perché volevo capire il dispositivo prima di parlarne. Quindi, prendendo con le pinze quello che dico, cominciamo:
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Clear è semplice, forse anche troppo. Niente allarmi — ma per questo ho già Due che è ottima, niente promemoria che si ripetono (questo potrebbe essere un problema), ma, soprattutto, il limite arbitrario di 30 caratteri è assurdo. Si vede che l’app è stata sviluppata da persone che parlano inglese, perché in italiano con 30 caratteri non ci fai un fico secco.
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Con tutti quei pinch (pizzicotti) del video introduttivo m’han fatto prendere paura che servissero necessariamente due mani per usare Clear, una per sorreggere il telefono e una per compiere le azioni. Per fortuna hanno fatto la sana scelta di aggiungere azioni eseguibili anche solo con un dito, che è il modo in cui uso il mio iPhone il 99% del tempo (lo reggo con la mano destra e col pollice lo comando).
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Un po’ come per l’app Immagini, in Clear l’interfaccia scompare e lascia il posto ai contenuti — segno di un buon design. Uno dei problemi maggiori di app come Omnifocus è che ci son tante opzioni da impostare e che, gli sviluppatori, sbattendotele in faccia ti costringono (subdolamente) a usarle andando così ad aumentare esponenzialmente il tempo passato a non fare le cose. Se non vedo un’opzione fino a che non mi serve per forza non la uso, e questa è un’idea su cui dovrebbero essere sviluppati tutti i software.
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L’ho già detto nelle ultime due puntate di Brevi Accenni, ma lo ripeto: è grazie a sviluppatori come quelli di Clear che iOS è il sistema operativo (e per cui WP8 è acerbo e pare fin troppo coerente). Sviluppatori capaci di reinventare i paradigmi dietro alla User Experience e di migliorarli, facendo fare enormi passi avanti all’intero ecosistema. Così come praticamente tutte le app ora hanno implementato il “pull to refresh” del Tweetie originale, spero che in tanti prendano spunto da Clear. Alcuni movimenti come lo swipe verso sinistra sono già stati usati senza mai attecchire veramente, ma lo scorrere verso il basso e verso l’alto per navigare tra i menù sono nuovi e particolarmente interessanti (e a mio parere meglio implementati che degli swipe verso destra e sinistra in Agenda per muoversi tra le viste).