Dedicato ai geek minimalisti (come il sottoscritto)
Questo articolo è una traduzione di To Minimalist Computer Geeks (Like Me) a cura di Laura Dossena, la curatrice di Minimo.
Come molti altri, sono stato ispirato da Patrick Rhone quando ha cominciato a scrivere Minimal Mac: volevo rendere la mia esperienza di utente Mac meno disordinata e più focalizzata. Patrick e io non siamo soli, evidentemente: a giudicare dalla popolarità del suo sito esiste un gruppo piuttosto numeroso di utenti Mac che la vedono allo stesso modo. Questo pezzo è dedicato a loro.
Ian Hines ha avviato di recente un nuovo blog di interviste, e in una delle primissime ha parlato proprio con Patrick Rhone:
“A volte uso TextEdit. Se mi serve parecchia formattazione (ad esempio con Markdown), uso TextMate”.
Una frase apparentemente innocente, e che secondo me lo è davvero, ma che mi ha fatto pensare: cosa significa davvero “informatica minimalista”? Utilizzare meno applicazioni possibile, oppure usare i computer il meno possibile? O ancora, una serie di applicazioni che però sono minimali dal punto di vista funzionale?
Tante domande, troppe, per le quali non ho risposta. Vedetela in un altro modo:
Se tutto quello che Patrick fa in TextEdit può essere fatto in TextMate, ma non il contrario, la scelta minimalista non sarebbe utilizzare soltanto TextMate? Penso che P. si serva di TextMate (come me) per convertire in tag HTML testo formattato Markdown, per pubblicarlo.1 Se è così, perché usare TextEdit?
Ah sì, perché TextEdit può eseguire operazioni impossibili con TextMate, ad esempio aprire un documento Word. L’approccio minimalista, allora, sarebbe utilizzare una serie di app unitasking (“do one thing well”), come Patrick, oppure una sola, in grado di riunire tutte le funzioni?
Una domanda seria: qual è la risposta? O, per meglio dire: la risposta ha importanza?
Dato che non voglio sembrare critico nei confronti di Patrick, vediamo come mi comporto io. Utilizzo ogni giorno due browser. Ogni giorno. Due browser.
Uso Safari e Chrome: Safari come browser primario e Chrome come backup quando mi serve Flash. Potrei facilmente limitarmi all’uno o all’altro, ma preferisco non installare Flash in Safari per velocizzare la navigazione e aumentare la durata della batteria; lo svantaggio è dover eseguire più di una app. Giusta o sbagliata che sia, è una scelta voluta: ma contrasta con il minimalismo? Da un lato elimino Flash, ma per farlo ho creato l’esigenza di un secondo browser. Potrei facilmente limitarmi a un browser unico, ma significherebbe installare Flash… e via così. Quale soluzione è più minimalista?
Lo stesso vale per Photoshop e Pixelmator. Photoshop è più potente, ma Pixelmator è la mia prima scelta, dopodiché inevitabilmente mi trovo a dover tornare al primo perché in Pixelmator non riesco a eseguire una certa operazione con altrettanta facilità. Eccovi un grafico del mio utilizzo di Photoshop e di Pixelmator nel 2010 (grazie a Daytum):

Come si vede utilizzo Photoshop nettamente più di Pixelmator; e il fatto è con il primo posso fare tutto quello che faccio con il secondo, ma non viceversa. Perché allora tenere Pixelmator?
Anzitutto perché è più rapido e leggero da usare sul Mac, perciò ha senso quando voglio eseguire più programmi insieme. È anche molto, molto più economico. È decisamente più stabile. La scelta minimalista, però, non sarebbe eliminare Pixelmator e tenersi Photoshop? Oppure conservare Pixelmator, più “minimal”, ed eliminare Photoshop? O tenerli entrambi facendone usi diversi, come faccio ora?
E soprattutto: tutto questo conta?
Quel che conta davvero non è che ognuno trovi la soluzione giusta per lui? Se ha senso per me usare un flusso di lavoro che include tutta una serie di app di editing fotografico, non è quella la soluzione ideale? Direi proprio di sì.
In questo pezzo sono più le domande che le risposte, e per essere sinceri penso che la maggior parte siano domande retoriche. Sono realmente convinto che esista una differenza tra questi tre concetti:
- Informatica minimalista (“Minimal Computing”)
- Informatica produttiva (“Productive Computing”)
- Soluzioni ideali (“Best Solutions”)
In altre parole: apparentemente l‘“informatica minimalista” è un concetto che un certo gruppo di noi si sforza di applicare: ridurre al minimo e semplificare alcuni aspetti delle nostre vite “informatiche”. L‘“informatica produttiva” è un altro discorso: qualcosa al quale tutti tendiamo, per smettere di perdere tempo. Un concetto centrato su strumenti che aiutano la concentrazione, come OmniFocus, allarmi, WriteRoom. Le “soluzioni ideali”, invece, sono componenti che funzionano al meglio per noi e solo per noi, come TextEdit e TextMate per Patrick, o due browser per me.
Ritengo che, molte volte, questi concetti siano così strettamente correlati da confondersi. Troppo spesso tendo a confonderli io stesso, e questo, normalmente, compromette il più importante dei tre, ovvero l’ultimo.
Prendiamo ad esempio la barra dei menu.
Nella mia barra dei menu ci sono nove icone: Transmit, Dropbox, Bluetooth, Battery, Keychain, AirPort, Clock, Sound, Spotlight. Un approccio minimalista sarebbe eliminarne il più possibile. Un approccio produttivo aggiungerne il più possibile, per ottenere la massima quantità di informazioni, o eliminarne il più possibile, per ridurre le distrazioni. La soluzione ideale, invece, è più vaga: per me, è rappresentata da nove icone.
In passato ero estremamente orgoglioso del fatto del numero limitato di icone presenti nella mia barra dei menu: niente orologio, audio, batteria, wifi, bluetooth e Transmit. Ma a quale scopo? Finivo per riaggiungerle nella Dashboard, sotto forme diverse, e per utilizzare molto di più il tasto F4. Nello stesso modo, sono arrivato ad avere la barra piena di icone, con tutta una serie di monitoraggi: temperatura, velocità della ventola, utilizzo della RAM e così via. E il risultato era parecchio sgradevole. Perciò ho fatto qualcosa di minimalista e di pratico allo stesso tempo: ho tolto tutto e riaggiunto quello di cui sentivo la mancanza. Da cui le nove icone: in questo modo ho trovato la “soluzione ideale” al problema.
Sono consapevole di rimanere bloccato, a volte, nel tentativo di rendere il mio computer più produttivo possibile, o più essenziale possibile: che produttività e minimalismo vanno benissimo, ma mi sono reso conto che la cosa migliore che posso fare è configurare il mio computer in modo che funzioni al meglio per me, e solo per me. Vi consiglio caldamente di fare lo stesso.2
[Aggiornato il 19/11/10 alle 8:03 AM] Patrick Rhone su Twitter mi ricorda che condivide la mia posizione, e che dovremmo considerare la pagina About su Minimal Mac (che in effetti avevo letto prima di pubblicare questo post), dove Patrick dichiara:
Credo che il vero computer minimalista sia quello ottimizzato per il suo utente. Per il modo in cui l’utente lavora. Con le icone sulla barra dei menu e sul dock che servono a lui, le applicazioni, il sistema che gli serve, le periferiche, gli strumenti che rispondono alle sue esigenze. Credo che la maggioranza di noi non dedichi abbastanza tempo a considerare quali sono queste esigenze. Lo scopo di questo sito si riduce ad aiutare il lettore a porsi queste domande e a trovare la risposta giusta. L’unica risposta giusta. Quella che rappresenta quel che è necessario e sufficiente per lui e solo per lui.
Di nuovo, non voglio che il mio suoni come un attacco a Patrick Rhone: quello che ha fatto per la mia vita informatica e per la comunità Mac in generale è eccezionale. Volevo semplicemente esternare alcune domande che mi rigiravo in testa da un po’, e puntare l’attenzione su alcuni punti secondo me trascurati.
Apparentemente non sono stato chiaro in quello che ho scritto e per questo chiedo scusa. Alla fine della citazione dalla pagina About di Minimal Mac, Patrick afferma che lo scopo del sito è fare sì che i lettori riflettano e si pongano domande sulle loro esigenze. Quel che volevo era appunto fare ad alta voce le domande che avevo in testa, e provare a dare un’idea delle mie risposte.
Mi sono anche stati segnalati due ottimi post su Minimal Mac: Computing Simplicity e Minimalism: More Than Just a Desktop ‘Theme’.