E' meglio utilizzare le app native o le cosiddetta cloud?

E’ passato tanto tempo dalla prima apparizione di Gmail, forse il primo vero sito/applicazione che ha portato il concetto di cloud alle masse. Per chi non lo sapesse, un’applicazione cloud consiste in un sito che ha permette di fare qualcosa (che sia gestire le email, scrivere un documento, ascoltare musica) senza che l’utente debba installare niente, richiedendo solo un profilo - la maggior parte delle volte gratuito. A lungo mi sono chiesto se fosse meglio un’applicazione nativa o una cloud, ma non ho trovato una risposta univoca che facesse pendere l’ago della bilancia pesantemente verso uno dei due bracci. Comunque, sono giunto ad alcune conclusioni.

Per primi i meriti della cloud: cloud significa massima portabilità. Ovunque io sia, in qualunque parte del mondo, grazie a siti come gmail, lastfm, etc, posso ascoltare la musica che mi piace, controllare le mie email, scrivere, aggiornare-gestire Il Mac Minimalista, e così via. Non sono legato a piattaforme, sistemi operativi e/o programmi specifici. Inoltre non ho più bisogno di salvare continuamente ciò che faccio e avere una soluzione backup disponibile, la cloud pensa da sola a tutto questo. I problemi, però, ci sono: i siti completamente cloud sono spesso più lenti dei corrispettivi nativi e/o mancano di molte funzioni. E nonostante internet sia sempre più presente in tutto il mondo, può capitare di rimanere senza connessione, così da essere tagliati fuori. Del fatto che terze parti abbiano i miei dati poco importa; non sono sicuramente interessati a ciò che sono e chi sono, ma a loro importa di più cosa fanno le masse degli utenti. Quindi non sono anonimo in teoria, ma in pratica sì.

Delle applicazioni native potrei parlarne per ore. E’ ovvio che - soprattutto quelle del Mac - hanno un look & feel che raramente viene superato o anche eguagliato da un’app della cloud. Un sistema integrato come quello che mamma Apple ha creato è bello, non ha quasi mai problemi e le varie parti di cui è composto interagiscono tra loro. Questo può essere un vero svantaggio delle app nella cloud: non ci sono ancora standard seri e quindi sono diventate isole felici incompatibili e che non si parlano. Per uno come me che ha un Macbook, un iPhone e presto un iPad l’integrazione è fondamentale. Ritrovarsi ad usare lo stesso programma con - più o meno - la stessa interfaccia su tutte e tre le piattaforme è oltre che bello a vedersi, funzionale perché mi permette di non perdere troppo tempo ed avere i dati e le informazioni di cui ho bisogno subito pronte. E anche qui un punto a vantaggio delle applicazioni native: grazie alla portabilità dell’iPhone, ho in realtà meno bisogno di programmi cloud utilizzabili ovunque, dato che esso contiene già la maggior parte delle cose di cui ho bisogno.

Come potete vedere non c’è una soluzione univoca e semplice; sia le app native che quelle cloud hanno forti pro e contro che non mi permettono di fare una scelta definitiva. Voi cosa ne pensate?